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Il cuore della BASSA ROMAGNA

A guardarla dall’alto, la pianta cittadina di Lugo ricalca fedelmente il profilo di un aeroplano. Un caso fortuito, ma anche molto appropriato considerando che questa città ha dato i natali al più antico e famoso eroe dell’aria italiano: Francesco Baracca. Percorrendo le stradine e le piazze del suo centro storico si respira un’atmosfera rarefatta mentre si possono seguire con lo sguardo linee architettoniche risalenti ad epoche diverse, in un arco di tempo che dal ’500 arriva agli anni ’30.

Note storiche

Che questa zona della Romagna sia una terra ospitale sembra essere un fatto noto fin dal neolitico, a giudicare dai reperti di eccezionale interesse indicanti l’antica presenza di un villaggio appartenente alla cultura di Sasso-Fiorano (V millennio a.C.) che continuano a riaffiorare dagli scavi archeologici tuttora in corso nell’area di Lugo e dalle numerose tracce di insediamenti risalenti all’epoca romana. È invece datata 782 d.C. la prima testimonianza diretta che accenna al territorio lughese. in un carteggio tra Papa adriano e Carlo Magno viene infatti fatto riferimento, tra gli altri, anche ad un certo “fondo Cento” con cui si identifica il territorio attraversato oggi da via Cento. Risale invece al 1224 il primo documento nel quale compare il nome “Villa Lugi” che in seguito diventerà villa lugi e da cui deriva il toponimo Lugo. L’antesignano dell’attuale stemma comunale viene innalzato sulla Rocca per la prima volta nel 1204, quando Lugo passa dai conti di Cunio, cui era stata data in feudo dal Barbarossa, a Papa innocenzo iii e, da lui, all’arcivescovo alberto di Ravenna. Sullo scudo, in campo rosso, compare la croce d’argento della Chiesa Ravennate, ritrinciata e pomata nel capo e dai lati. in alto sulla sinistra è ritratta una colomba volante con un ramoscello d’olivo verde nel becco. i secoli XiV e XV vedono Lugo al centro di accese dispute per il suo possesso tra la Chiesa e le signorie. Passa di mano dai Polentani di Ravenna ai Pepoli di Bologna, ai Visconti di Milano, fino agli Este, che la terranno per più di un secolo e mezzo. i duchi d’Este, commissionando opere di restauro e ampliamento della Rocca, e ponendo Lugo come capitale dei propri possedimenti in Romagna, lasceranno alla città un’eredità culturale che ancora resiste. Con l’estinzione del ramo diretto della Signoria, Lugo tornerà allo Stato della Chiesa. il periodo di relativa pace che seguirà sarà un momento di grande vivacità culturale e di forte espansione economica durante il quale prenderà forma una vasta parte della attuale identità urbanistica della città. Per volere dell’autorevole ceto mercantile lughese nacque nel XViii secolo il Pavaglione, una struttura concepita a scopo commerciale, in particolare per favorire lo storico mercato del mercoledì e la fiera biennale. L’età moderna ha visto la fiera cittadinanza dimostrare ripetutamente nelle situazioni critiche la sua forza di carattere. durante l’invasione napoleonica, la città si distinse, unica nel panorama romagnolo, per la strenua resistenza che oppose ai Francesi con la cosiddetta rivolta dei lughesi del 30 giugno 1796. Sempre durante la dominazione francese, il 7 gennaio 1797, fu l’illustre cittadino lughese giuseppe Compagnoni a proporre al Parlamento della Repubblica Cispadana l’adozione del tricolore come bandiera italiana e nel ’59, attraverso l’espressione del voto plebiscitario, fu sancita l’annessione di Lugo al regno di Sardegna e in seguito a quello d’italia. durante la Prima guerra Mondiale, il nome della città salì all’onore delle cronache per essere la patria del celebre asso dell’aviazione Francesco Baracca e, in ragione dei sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante il secondo conflitto, Lugo fu decorata al Valor Militare per la guerra di Liberazione, oltre ad essere insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare. oggi, confermando le caratteristiche e le vocazioni consolidate nei secoli scorsi, la città riveste un importante ruolo nell’economia romagnola come centro di scambi e di commercializzazione per i prodotti agricoli della Bassa Romagna. La tradizione storica di apertura verso il principio di cooperazione è stata recentemente testimoniata anche dall’assegnazione al Comune di Lugo, da parte del Consiglio d’Europa, della “Bandiera d’onore”, ambito riconoscimento di una delle più prestigiose istituzioni europee agli enti locali che si sono distinti per il loro impegno a favore dell’Europa.

Curiosità

L’importanza che Lugo ricopriva nel Medioevo si comprende anche dal fatto che viene menzionata nel canto terzo dell’Orlando Furioso dell’Ariosto, nelle Istorie Fiorentine di Macchiavelli e ne Il Trecentonovelle di Sacchetti. Da sempre è nota come la città del commercio e delle fiere, il suo mercato settimanale, cui partecipano attualmente oltre 600 operatori, è tuttora uno dei più grandi d’Italia e può vantare oltre sei secoli di storia. Un segno tangibile di questa realtà è l’origine locale del termine “bancarotta”, derivante dal fatto che quando un commerciante non era più in grado di saldare il suo debito con una banca, questa inviava degli emissari che materialmente sfasciavano il banco di vendita dell’insolvente mercante. Ciò è ancora più singolare se si considera che uno dei più celebri “teorici” della bancarotta fu proprio un lughese, il naturalizzato americano, Charles Ponzi, ideatore dell’omonimo schema piramidale, ancora oggi utilizzato per ordire truffe finanziarie. La prontezza delle menti lughesi sembra essere giunta ai tempi nostri anche con il caso di Gianni Golfera, considerato uno degli uomini con la memoria più sviluppata al mondo e inventore di un noto metodo di training mnemonico. Ma i personaggi di Lugo non sono celebrati solo per la loro abilità nel ragionamento speculativo. Agostino Codazzi riposa nel Pantheon dei Padri della Patria di Caracas per i suoi meriti durante la rivoluzione di Bolìvar, Giuseppe Compagnoni fu l’inventore del tricolore che oggi è la bandiera italiana, e uno dei simboli più internazionali del Made in Italy, lo stemma raffigurante il Cavallino Rampante che orna i bolidi Ferrari, è stato mutuato dall’emblema personale dell’asso dell’aviazione Francesco Baracca.

Assolutamente da vedere

MUSEO BARACCA  - Via Baracca, 65 – Orario: 10:00 – 12:00 e 16:00 – 18:00; chiuso: 01/01, 15/05, 2a e 3a settimana di agosto, dal 25 al 31/12 Ingresso: E 1; ridotto E 0,50 – Info tel. 0545 24821 / 38561 e-mail museobaracca@comune.lugo.ra.it – www.museobaracca.it

Non si può dire di aver visitato Lugo senza aver fatto almeno una breve visita al museo che la città ha dedicato al suo più celebre eroe. Nella casa natale dell’asso dell’aria lughese (il palazzo, riedificato in stile Liberty dalla famiglia venne donato dal padre Enrico al Comune) è ospitata oggi una collezione di cimeli e oggetti appartenuti a Francesco Baracca. Nelle sale è possibile ammirare, fra l’altro, l’aereo Spad Vii del 1917 sul quale il “gentiluomo dell’aria” conseguì una delle sue 34 vittorie, oltre a numerosi effetti personali del celebre “asso degli assi”. Su un fianco della fusoliera compare l’emblema personale del maggiore Baracca, il Cavallino Rampante, noto in tutto il mondo per essere stato adottato da Enzo Ferrari come stemma per le “rosse” di Maranello. il museo opera in stretta collaborazione con l’associazione amici del Museo Francesco Baracca, che ha finalità di ricerca storica e di promozione.

PAVAGLIONE

Di fronte alla Rocca si erge il Pavaglione, una struttura unica nel suo genere che costituisce un formidabile esempio di centro commerciale naturale, pensato e realizzato oltre due secoli fa. L’imponente quadriportico, ideato dal ferrarese Giuseppe Campana, che lo innestò sul loggiato eretto nel XVI secolo e lo ultimò nel 1783, fu inizialmente pensato per accogliere il mercato dei bozzoli del baco da seta, allora molto fiorente. Pare infatti che il nome derivi dal latino papilio o, secondo altri, dal francese papillon. Il Pavaglione, oggi come un tempo, ospita botteghe, negozi, fiere e, oltre al mercato del mercoledì con i suoi seicento anni di storia, accoglie numerosi eventi spettacolari che animano la città durante tutto l’anno, portando avanti una tradizione antica. Esiste infatti documentazione di opere musicali realizzate in questo spazio fin dalla fine del ’60.

Urp e Informazioni turistiche
Indirizzo: Largo Relencini, 1 48022 Lugo (RA)
Tel: 0545 38444 – 38455
Fax: 0545 38498
E-mail: urp@comune.lugo.ra.it
URL: http://www.comune.lugo.ra.it

 

 

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